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04/04/2014

L'Accademia di Agricoltura a Palazzo Lascaris per l’inaugurazione del 229° anno accademico.

"L'Accademia di Agricoltura è un vanto per il Piemonte e siamo lieti di ospitarvi per il quarto anno", così il presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo, ha salutato i partecipanti all'inaugurazione del 229° anno accademico che si è tenuta a Palazzo Lascaris venerdì 4 aprile.
L'Accademia ha infatti svolto un ruolo fondamentale nell'Italia pre-unitaria dove si occupava di risolvere, ottenendone anche vantaggi economici, i problemi della produzione agricola e dell'occupazione secondo i concetti illuministici e fisiocratici di quel periodo.
Negli anni più recenti ha proposto e ottenuto, in accordo con l'Università e il Comune di Torino, l'istituzione nel 1936 della facoltà di Agraria presso l'Ateneo torinese e la realizzazione, nel 1980, del corso di laurea in Scienze forestali.
"L'Accademia ha dato impulso alla nascita di alcune importanti istituzioni per la nostra regione - ha proseguito Cattaneo - da parte nostra siamo tradizionalmente attenti ai crimini nel comparto alimentare, il cui fatturato nel nostro paese supera i 14 miliardi di euro. Per il futuro dovremo concentrare i nostri sforzi sul problema dell'interramento dei rifiuti nelle zone agricole, il Piemonte è purtroppo una delle regioni più colpite, con il 4% del territorio interessato".
La mattinata è stata caratterizzata dalla lezione di Gian Carlo Caselli, già Procuratore capo di Torino e oggi presidente del comitato scientifico dell'Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare, fondazione voluta e costituita da Coldiretti per diffondere la conoscenza e la consapevolezza del patrimonio agroalimentare italiano, con l'obiettivo di creare un sistema di controlli per contrastare l'illegalità.

"Le produzioni agroalimentari sono i nostri ambasciatori nel mondo - ha spiegato Caselli - ma oggi sono sotto attacco delle mafie. Bisogna continuare a parlare di legalità altrimenti deperisce la qualità della convivenza sociale e a vincere sono quelli che proliferano nella mancanza di regole.
Le mafie stanno via via costruendo un'economia parallela che avanza in numerose parti del paese. Oggi si parla di 'mafia liquida', che entra in ogni settore merceologico, blocca lo sviluppo del sistema fino all'espulsione della concorrenza e altera il mercato. La fondazione mette a punto strumenti per contrastare la contraffazione, l'imitazione che fattura milioni di euro e mette in crisi le nostre aziende. Oggi i supermercati sono pieni di prodotti che si richiamano alla nostra tradizione, ma in realtà rappresentano un furto di quell'identità"
La relazione di Caselli è stata preceduta dall'intercento del presidente dell'Accademia, Pietro Piccarolo: "Nel dopoguerra in Italia avevamo importanti eccellenze industriali. Nell'epoca post industriale sono state smantellate e non siamo stati in grado di fronteggiare le sfide dell'innovazione. Abbiamo perso competitività, perché è mancata una nuova progettualità. C'è stata scarsa considerazione dell'agricoltura di cui si è sottovalutato l'apporto strategico. Il paese ha investito poco e adesso scontiamo gli effetti del consumo del suolo e dei danni all'ambiente. Oggi è necessario investire su ingegneria dei biosistemi, ingegneria genetica, biotecnologie: una nuova rivoluzione verde sostenuta da importanti scelte politiche".

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